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Nuvoladoro, principessa lontana,
lo so che siete una forma bellissima a vana
del mio sogno: una chiara una dolce parola
d’illusione – e null’altro: null’altro; ben so…
Ma pure è per voi, per voi sola,
che il mio cuore smarrito si consola
e alla vita non dice no:
per voi, fiore d’isola perduta,
per voi, riso d’oasi sconosciuta,
amore che ignoro e tanto amo,
amore che disperatamente chiamo:
Nuvoladoro!

Diego Valeri
Crisale, Editore Taddei, 1918

Momi, tu vuoi ch’io tenga la tua piccola mano
(oh calda e molle e dolce, come uccellino implume),
così, nella mia mano tutta raccolta e chiusa;
però ch’io son la forza onnipotente e buona
che funga il male tristo e le fosche paure,
e comanda alla vita, e regna sul destino.

E non sai, creature mia, che il tuo babbo grande
è un bambino anche lui: un piccolo bambino
smarrito fra i terrori della terra e del cielo;
un povero bambino che dentro sé si strugge
di non poter posare nella mano di Dio
la sua mano impotente e il suo fragile cuore.


Diego Valeri
Poesie scelte, Mondadori, 1






Saccisica



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