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Strane cose mi raccontava mia madre del paese sconosciuto ch'era il mio paese; mirabili cose del « palazzo » dov'era entrata sposa giovinetta e dove aveva messo al mondo i miei due fratelli e, a notevole distanza di tempo (sedíci anni dal primo, quattordici dal secondo), anche me.

Nato tardi, e proprio sul punto che la famiglia faceva fagotto per trapiantarsi in città; portato via, difatti, dopo il primo mese di vita; io ero cresciuto senza nulla sapere di quel mio paese, tra favoloso e familiare, all'infuori di ciò che me ne diceva mia madre. Ma come vedevo bene, attraverso i suoi racconti, i luoghi e le persone che non avevo visti mai; come mi appassionavo a quella specie di romanzo che tornava sempre sugli stessi nomi e sugli stessi fatti, ed era sempre nuovo e diverso!

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974

Il paese era quasi soltanto una piazza: un gran vuoto pieno di sole, attraversato dalle mobili ombre della chiesa e di una vecchia torre a due punte, « a carega ». Torri e chiese non mancavano nella città dove io crescevo, e piazze ce n’eran tante, immense e superbe, ma non avevano la pienezza di vita, né d’altra parte l’aria di mistero delle cose del mio paese viste dentro la voce di mia madre.

Lì, in quella piazza, succedevano fatti straordinari.

Un giorno dell’anno ‘66 erano arrivati dalla città i soldati italiani; e la mamma, fanciulla, vestita di bianco, con un nastro tricolore a tracolla, aveva offerto, per incarico della municipalità, un mazzo di fiori al bel capitano che veniva innanzi a tutti, a cavallo. Evviva, trombe e campane; e bandiere a tutte le finestre..

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974

C’era un prete spretato che, la notte, predicava per le strade deserte, invitando i dormienti a svegliarsi e a far penitenza sùbito sùbito, perché non si sa chi vedrà l’alba domani. C’erano tanti altri stramboni da fornirne la vicina città. E intorno a costoro si moveva una folla confusa di Bepi e di Toni, di Emme e di Adeli; così come intorno alla torre e al “palazzo” si stendeva, pur senza prendere una forma precisa, tutto il paese.

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974


Sotto il portico, di fronte alla chiesa….

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974

……dalle mobili ombre della chiesa……

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974

Una cosa che vedevo bene era il santuario delle Grazie, posto in luogo solitario, in capo a una strada di campagna che costeggiava un fiumicello verde.
Là mia madre andava ad adorare un'immagine della Madonna, ch'era in fama di miracolosa, ma che a lei ispirava devozione soprattutto per la sua soave bellezza. (Non aveva torto: quel piccolo quadro è una purissima e santissima pittura di Giovanni Bellini).

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974


Così la vedevo e così la vedo: ed è la prima immagine che mi sia apparsa, la prima commovente rivelazione che io abbia ricevuta, della bellezza femminile.

Diego Valeri
“Paese dei miei vecchi”
da Giardinetto, Mondadori, 1974






Saccisica



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